Il Bucintoro era l'imbarcazione Dogale usata per le massime celebrazioni della Serenissima, in particolare per il cosiddetto "Matrimonio col mare”, il giorno dell'Ascensione: il primo modello è del 1300, l'ultimo, quello più monumentale, è del 1729. Fu Napoleone nel 1798 a ordinare la distruzione di questo simbolo - più volte rappresentato dal Canaletto, dal Guardi e dai tanti vedutisti veneziani - come segno tangibile della sottomissione della Repubblica Veneta; convertito in prigione galleggiante fu affondato definitivamente nel 1834.
La sua struttura era strepitosa: la copertura (tiemo) era suddivisa in due parti, l’uno in velluto rosso, per i patrizi veneziani, e l’altra in velluto color porpora, per il Doge.
Oggi questa magnifica macchina scenica e di rappresentanza torna a rivivere. Finalmente questo progetto, grazie alla costituita Fondazione Bucintoro, si sta concretizzando anche con il contributo di Bergamo e della nostra azienda, sponsor ufficiale, direttamente coinvolte nella ricostruzione filologica del naviglio dogale.
La ricostruzione avverrà sulla base delle indicazioni ed i riferimenti bibliografici disponibili.
Nell'ambito degli interventi promossi dalla Fondazione Bucintoro, infatti, si è deciso di aprire la collaborazione con tutte le città e i popoli che un tempo sono stati protagonisti della storia di Venezia.


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